Black Mirror, serie tv di Netflix

Black Mirror - Netflix
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Black Mirror

Per tutti gli appassionati delle serie TV proposte di Netflix, ce n’è una di cui tutti parlano si chiama Black Mirror ed è una serie televisiva britannica (dal 2011), prodotta da Charlie Brooker. Ogni episodio è diverso tra loro è ambientata nel futuro, ma in realtà ispirata al mondo di oggi, è incentrata sui problemi di attualità e sulle sfide poste dall’introduzione di nuove tecnologie, in particolare nel campo dei media (il titolo infatti si riferisce allo schermo nero di ogni televisore, monitor o smartphone).

Gli episodi che mi hanno colpito di più sono proprio quelli che hanno a che fare con le tecnologie ma sembra anche che in qualche caso si stiano avverando.

1 . Nosedive

Prima puntata della terza stagione l’episodio Nosedive mostra una società ossessionata e resa paranoica dai punteggi social che ogni cittadino può attribuire agli altri; mettendoli in seria difficoltà nel caso in cui la media diventi troppo bassa. Un pò quello che la Cina ha messo in atto dal 2014 con il piano di cittadinanza per dotarsi di un punteggio– che riserva precisi benefit a chi ottiene un elevato score (corsie preferenziali nei colloqui di lavoro, possibilità di noleggiare senza caparra, priorità su mutui, affitti e quant’altro) e pesanti penalizzazioni per chi invece non si comporta bene. Emblematico!

Ma il punteggio ormai è sicuramente già in uso nel nostro quotidiano quando dobbiamo prenotare un tavolo al ristorante o un albergo o fare l’acquisto di un qualsiasi oggetto, il feedback del cliente influenza molto la scelta… non siamo poi cosi lontano da questa realtà…

2. Arkangel

Poi l’altro episodio inquietante è quello che si chiama Arkangel. È uno degli episodi di punta dell’ultima stagione anche perché è diretto da Jodie Foster. La trama si intuisce abbastanza: è l’incubo di tutti i genitori, perdere la figlia al parchetto. Ma per fare in modo che non succeda più, questa mamma fa “sottoporre alla sperimentazione”. La tecnologia offre la soluzione perfetta: alla sua piccola viene installato un chip collegato con una sorta di tablet attraverso il quale la madre potrà non solo rintracciare la bambina ovunque, ma anche vigilare sugli stimoli in cui si imbatte, e inserire un sistema di “parental control” su ciò che la piccola osserva e percepisce: scene di violenza, sofferenza, sesso, reali o fittizie, qualunque cosa possa turbare la sua mente innocente, sarà criptata.

Non abbiamo bisogno di altro per immaginare come una scelta del genere possa condizionare la vita di una bambina, condannata a crescere impreparata ai “fatti della vita”. In pochi minuti di narrazione, Arkangel descrive i rischi di questa condizione innaturale e illustra la rabbia e il senso di inadeguatezza di una persona a cui viene impedito di crescere. Racconta la deriva di un modo di essere genitori che può fare danni anche senza bisogno dell’assistenza di un sistema come Arkangel.

3. Hang the DJ

L’episodio racconta di un mondo dispotico in cui i rapporti amorosi sono gestiti da un enorme sistema (il futuro delle app come Tinder? chat di incontri)  che decreta il partner e la durata della storia: l’obiettivo è quello di arrivare, prima o poi, all’anima gemella (calcolata con una percentuale di almeno il 99.8%)  con cui vivere il resto della propria vita. I due protagonisti della storia, scoprono, nonostante siano stati insieme solo 12 ore (imposto dal sistema, pena l’esclusione) di avere un’alchimia eccezionale e si chiedono quanto effettivamente il sistema sia valido. Nel corso del tempo seguiamo queste due persone, ognuna con le sue esperienze piacevoli e non, ognuna in fondo mai del tutto dimentica di quella notte passata assieme. Come se il ricordo di quell’appuntamento fosse il filtro su cui misurare tutto ciò che arriverà in seguito. A quanto pare, tutto accade per una ragione.

Il mondo di  “Hang the Dj” è un mondo in cui è stato abolito il conflitto, non ci sono spazi per tentativi, asperità o rischi, nemmeno nelle relazioni umane, che devono essere costruite al medesimo scopo ed essere perfettamente programmate e destinate. Persino la relazione sentimentale tra i protagonisti deve funzionare come un algoritmo infallibile, basato su un numero imprecisato di calcoli capace di sancirne la stabilità e la legittimità al 99,8% di probabilità.

Possiamo immaginare che, nella grande simulazione, il dispositivo li stesse allontanando l’uno dall’altro, ma che, per qualche motivo, la loro determinazione a stare insieme fosse più forte dei comandi di base. Allora le coscienze che, per un infinitesimale lasso di tempo hanno vissuto, sono state più forti della loro programmazione, e hanno mandato all’esterno un messaggio di ribellione. I personaggi, quelli del mondo reale, non erano destinati a rimanere insieme secondo i normali calcoli, ma le simulazioni hanno saputo vedere oltre.

 

 

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